Aceto di mele e miele per dimagrire 2

Tempo fa mi hanno consigliato di bere al mattino 2 cucchiaini di aceto di sidro di mele (o aceto di mele) al mattino, diluito in un bicchiere d’acqua, che è il rimedio che hanno sopratutto in germania per depurarsi, alcalinizzare il sangue e sciogliere il colesterolo e il grasso.

Se non si è abituati ad usare aceto, può essere duro per il corpo assorbirlo, un consiglio per assorbirlo meglio è quello di mangiare una mela subito dopo aver bevuto il bicchiere con l’acqua e l’aceto, o di mettere assieme ai 2 cucchiaini di aceto di mele, anche un cucchiaino di miele.

Preferisco il cucchiaino di miele nell’acqua e aceto perchè cancella quasi del tutto il gusto acido dell’aceto, ma in effetti appena svegli mangiare anche la mela è sicuramente positivo per dare energia, vitamine e tutto quello che da sempre si riconosce alla mela, la principessa della frutta.

E’ comunque vero che in germania sono abituai a mangiare molti più grassi di quelli che mangiamo qui in italia, per questo che accanto ai wuester o agli stinchi di maiale  usano spesso cose acide come i krauti, una montagna di senape o i gurken (i cetriolini sott’aceto).  Credo che l’aceto di mele alla mattina o mezz’ora prima dei pasti sia davvero perfetto se ci si prepara a mangiare maiale o altri cibi molto grassi, ma che debba essere contenuto se ad esempio si mangia solo verdure e nessun cibo che possa “neutralizzare” l’acidità dell’aceto.

Insomma dopo aver sentito di persone che esagerando con l’aceto di sidro di mele sono dimagrite di più di 20 kili, ma alla lunga si sono anche indebolite l’organismo e anche la struttura ossea e ora hanno dei problemi di calcificazione vorrei sottolineare che bere l’acqua con l’aceto di mele è utile se non si fa una dieta e sopratutto se si assume molto calcio, con latte, kefir o yogurt quotidianamente.

Kefir d’acqua con lo zenzero

Dopo vari mesi, è naturale che si faccia qualche cavolata con i grani di kefir d’acqua, ad esempio lasciarli 3 giorni nel vaso o lavarli con l’acqua calda perchè chi aveva usato il rubinetto prima ha usato l’acqua bollente e noi non abbiamo controllato prima di metterci sotto il nostro povero kefir.

A volte i danni sono definitivi e non si può fare altro che buttare via tutto, ma a volte il kefir d’acqua smette semplicemente di crescere e inizia a morire lentamente, perdendo di volta in volta il 2% / 3% della massa.

L’unico rimedio che ho trovato è quello di lasciare da parte fichi secchi e limone, e di coltivarlo con zucchero di canna e un pezzo di zenzero fresco. Non so bene cosa faccia lo zenzero, ma quando il kefir d’acqua sta deperendo è l’unica soluzione per ridare vitalità e voglia di riprodursi ai granelli.

il gusto della bevanda non è male, non sono sicuro che sia esattamente questo quello che gli inglesi chiamano birra di zenzero, ma forse facendolo fermentare ancora dopo averlo passato, magari con l’aggiunta di zucchero e sottovuoto, dovrebbe arrivare ad essere molto frizzante.

In genere con lo zenzero vedo che la riproduzione dei granelli si stabilizza attorno al 10%

Quale zucchero per il Kombucha?

Sto sperimentando vari tipi di tè e di zucchero per il kombucha, per ora il tè cinese puerth e lo zucchero bianco normale (del lidl) sono andati benissimo,  ma il problema era che quel tè l’ho comprato su ebay e ora il venditore non esiste più e non so come farmene arrivare ancora. Era tè dello yunan e il tipo abitava a kunming.

L’unica cosa particolare dell’uso del puerth è che le madri diventano molto scure e lasciano dei residui di polvere nera ammassata come se fosse “digerita” dal fungo, ed ha un aspetto decisamente infame.

Poi ho provato col tè verde del lidl e zucchero normale, il gusto è decente ma viene meno frizzante  e molto dolce, però le madri del kombucha hanno un bel colore chiaro biancastro come le foto che riempiono ebay e i siti biologici americani che vendono i pacchetti completi per iniziare a fare il kombucha.

Oggi ho provato a mettere lo zucchero di canna del lidl e te verde del lidl, spero sia una buona accoppiata, dato che i lidl ci sono ovunque.

Mangiare i grani del Kefir

Un problema del kefir del latte è mantenere stabile il rapporto tra grani di kefir e quantià di latte, in modo da prevedere quando sarà pronto e non farlo diventare troppo denso. Il modo migliore di eliminare i grani di kefir in più è certemente quello di darli via, ma spesso è un problema e quindi molti buttano sulle piante questi preziosi agglomerati di batteri e lieviti.

La soluzione caucasica è molto semplice: semplicemente si ingoiano i fermenti in eccesso.  In effetti ingoiare una colonia probiotica contenente miliardi di “good bugs” che andranno dritti a colonizzare il nostro intestino, non può che essere una cosa divertente. Non capisco però perchè quando si mettono sulla lingua questi granelli di kefir sento un gusto tipo acido/caldo/marcio, infatti le prime volte che ingoiavo queste “bestiole” mi veniva un po’ di nausea. Credo sia dovuto al loro consumo di zuccheri, probabilmente eliminando/inglobando gli zuccheri presenti nella saliva danno questa sensazione.

I benefici di ingoiare queste culture probiotiche sono numerosi, sopratutto in presenza di malattie della pelle, tipo candida, psoriasi, dermarmatite seborroica e altro. In questi casi l’azione benefica è data dalla regolazione degli zuccheri e dal fatto che i lieviti del kefir verranno smaltiti dal corpo anche nelle zone dove ci sono le dermatiti, quindi si ammazzeranno a vicenda.

Ma ingoiare i grani di kefir è stato per secoli nelle regioni caucasiche il rimedio tradizionale contro i bruciori di stomaco e in generale contro le infiammazioni.

Non ho ancora trovato nulla sui valori nutrizionali dei grani di kefir, ma di certo è la cosa più probiotica che si può ingoiare.

Problemi col kefir d’acqua

E’ da 2 settimane che il mio kefir d’acqua ha smesso di crescere, e ora ha iniziato a diminuire lentamente (ogni volta che lo lavo e passo ad una nuova coltura lo peso con una bilancetta elettronica, e ogni 2 giorni vedo che diminuisce di 1 o 2 grammi, con preoccupante regolarità).

Guardando la pagina dell’australiano Dom, uno dei siti più interessanti per quanto riguarda esperimenti col kefir, mi sono preoccupato: lui consiglia acqua minerale pesante, ovvero ricca di sali minerali, zucchero di canna non raffinato e frutta biologica o coltivata in proprio senza ne additivi o conservanti.

questi grani li ho da 6 mesi e ho sempre usato l’acqua del rubinetto (lasciandola riposare un paio d’ore per il cloro, ma ogni tanto avevo fretta e l’ho usata subito).

Lo zucchero che ho usato è sempre stato quello bianco raffinato (quello normale di barbabietola).

La frutta secca impiegata purtroppo ha quasi sempre qualche conservante:

le albicocche c’hanno l’anidride solforosa (non mi piace neanche il kefir d’acqua con l’albicocca ma ne ho un bidone con 5 kg quindi quando non ho altra frutta secca ce le metto).

I fichi secchi di solito hanno anche loro l’E220 (anidride solforosa) e quelli dalla turchia non hanno scritto nulla, ma neanche c’è scritto biologici. Purtroppo manca ancora del tempo prima che l’unione europea faccia una normativa comuna per quanto riguarda la denominazione “biologico” e che quindi si possa davvero capire se ci sono pesticidi, conservanti o altro.

L’uvetta e i datteri hanno o l’E202 o l’E220 e davvero non so quanto possa fare male, ma di sicuro l’E202 uccide i lieviti e l’E220 i batteri, proprio le 2 componenti fondamentali dei cristalli del kefir d’acqua.

I limoni invece erano sempre biologici o del giardino (almeno quelli!).

Ieri sono andato con un amico alla Metro e ho preso un sacchetto da 3 kili di zucchero di canna (marca: columbus, pagato circa 3,8€) e ho preso pure dell’acqua minerale al Lidl (acqua perla).

Spero ritornino a moltiplicarsi, per ora comunque hanno fatto dell’ottimo kefir anche se hanno smesso di crescere.

Kombucha, davvero pericoloso?

In rete si possono trovare molte storie di gente morta per aver fatto male il Kombucha, anche alcune riviste scientifiche e il FDA (il food and drungs amministration del governo degli stati uniti americani) parlano dei vari rischi di poter sviluppare, coltivare e rinforzare batteri nocivi e pure mortali.

Le storie di questa gente morta bevendo kombucha sono sempre un po’ strane: Uno lavorava in un allevamento dove tutte le vacche erano morte di epidemia, altri hanno cancro e aids, ovviamente la causa della morte sarebbe il tè fermentato e non altro.

Comunque il ministero della salute tedesco ha dichiarato che se il kombucha è coltivato correttamente, non è di nessun pericolo per la salute. Certamente essendo un cibo fermentato bisogna stare attenti, magari controllare l’acidità, dato che i batteri vivono meglio in un ambiente alcalino (basico) se il kombucha ha pH inferiore a 4 è ben difficile che ci siano batteri dentro.

Per controllare il pH bastano delle semplici cartine tornasole (io le compro su ebay da venditori cinesi, sui 5€ per 4000 cartine, spese di spedizione incluse). Le cartine tornasole sono dei pezzettini di cartoncino intrisi di una sostanza chimica che si colora diversamente a seconda dell’acidità o basicità del liquido in cui vengono immerse. Di solito arancione-rosso significa che il kombucha ha una giusta acidità e invece se il colore è blu/viola qualcosa non quadra ed è meglio buttare via tutto, che sicuramente lì dentro è pieno di batteri.

Le cartine tornasole lasciano residui chimici, quindi non immergetele nel vaso direttamente, ma prendete un cucchiaio di kombucha (dopo averlo mescolato perchè sopra si trova di solito la parte più acida, quindi la misurazione non può essere attendibile) e lo versate su un piatto asciutto. Poi ci appoggiate la cartina sopra e guardate la colorazione.

La stessa cosa si può fare anche per vedere lo stato di salute del kefir di latte e di quello d’acqua, quindi vi consiglio di farvi una piccola scorta di cartine tornasole, così ogni volta che avete qualche dubbio sullo stato di salute del vostro laboratorio probiotico potete avere un dato oggettivo su cui chiedere pareri su internet o dove volete.  In effetti tra i miei conoscenti che coltivano il kefir o il kombucha, ognuno usa parole compeltamente diverse per descriverli, così non ci si capisce mai.

Kombucha a sorpresa! Una madre nata spontanea!

La settimana scorsa ho fatto 8 litri di kombucha, però non avevo le bottiglie  di plastica pronte per imbottigliarlo, così 5  litri li ho messi su un vaso di vetro. Oggi mi sono ricordato di dover ancora metterlo in bottiglia e un po’ mi sono preoccupato, cavolo dopo una settimana che è a circa 20 gradi non vorrei si fosse formato qualche germe infernale, o secondo quanto dice il FDA (il federal drug administration) botulino e antrace.

Così ho trovato delle cartine tornasole, per misurare il ph (comprate non molto tempo fa su ebay dalla cina, 400 cartine per meno di 5€, comprese le spedizioni).

Apro il vaso per prendere un campione di kombucha da controllare, e tah dahhh! c’e’ una nuova madre, nata spontanea, senza l’aiuto di nessuna madre. qesta madre è sottilissima e molto chiara, ai lati c’e’ un po’ di polvere di te nero (comincio a pensare di passare al te verde!).

Cmq il ph del kombucha è di 4 più o meno, quindi il rischio botulino dovrebbe essere scongiurato del tutto.

L’antrace invece non muore mai ma leggendo in giro (in tedesco) pare che l’unico che abbia avuto l’antrace sul kombucha era un tipo che lavorara con delle vacche infette e aveva un problema alla pelle, così questo quando tornava a casa prendeva il fungo del kombucha e se lo strofinava (?) sulla pelle dolente, sporcandolo inevitabilmente con io germi che gli arrivavano dalle vacche infette.

Insomma: se la tua mucca ha l’antrace, prima di strofinarti il fungo di kombucha sulle tue piaghe, lavati! (un po’ come dire: sii educato! non bere la benzina direttamente dal distributore, ma versala in un bicchiere!).

ancora niente di interessante

sto facendo esperimenti con kefir, kefir d’acqua e kombucha da un po’, ma sono ancora lontano da aver capito davvero come gestire le dosi di zucchero, il tempo di fermentazione, la proliferazione dei grani, dei funghi, dei lieviti, il tipo di te migliore per fare il kombucha, di sicuro l’earl grey è il peggiore, dato che l’olio di bergamotto ammazza molti dei batteri che compongono lo scoby della kombucha, per ora i risultati migliori l’ha dato il te nero fermentato di kunming, che mi faccio mandate via ebay dallo yunnan, ma costa troppo per usare sempre questo per vari litri di kombucha, il prossimo esperimento sarà il tè verde del lidl anche se un mio amico africano che lo fa dice che il té verde necessita di zucchero di canna, altrimenti ci mette più di 2 settimane  a fermentare, boh, si prova.

Aceto di sidro di mele da bere?

Per 3 giorni ho provato a bere un bicchiere d’acqua con un cucchiaino da te di aceto di sidro di mele e uno di miele, alla mattina, a digiuno.

Sembra davvero dare energia, sensazione di avere lo stomaco sgonfio e un’ondata di freddo (tipo quello di una caramella balsamica) sul fegato.

Mi sentivo molto bene, ma poi ho letto in giro che pare consumi oltre che ai grassi (è un metodo tradizione per dimagrire) anche le ossa, quindi ho interrotto e provato a vedere se ci sono cose più semplici per alcalinizzarsi, e sono giunto a considerare acqua e bicarbonato la cosa più semplice ed economica.

Certamente però terrò l’acqua e aceto di mele come ricetta segreta per i postumi della sbornia, dato che è molto potente per depurare il fegato.

Mettere del bicarbonato sull’acqua del kefir d’acqua?

Leggendo in giro ho trovato persone che mettono dentro l’acqua del kefir d’acqua anche dei minerali, tipo conchiglie d’oceano, gusci d’uova, argilla o cose del genere, per dare più elementi strutturali ai grani di kefir, in modo che si riproducano più in fretta.

Mi sarebbe piaciuto metterci qualche bella conchiglia, ma ora non ne ho, ho solo delle pietre vulcaniche ma quelle hanno sicuramente dentro metalli pesanti ed elementi nocivi. Pensavo anche a qualche pietra semipreziosa, tipo l’ametista, che secondo le tradizioni medievali dovrebbe purificare e dare forza (era sempre presente nei monili episcopali, appunto come garanzia della purezza dei vescovi) ma non sono riuscito a trovare nessun libro sull’utilizzo dell’ametista sugli alimenti.

Così ho pensato di aggiungere semplicemente un po’ di bicarbonato di sodio, giusto un mezzo cucchiaino in 2 litri d’acqua, per alcalinizzare (rendere leggermente basica) l’acqua.

Il risultato mi sembra sia che si riproducono più in fretta, niente di miracoloso, giusto un 2/3% in più e mi sembrano più bianchi e sani, per ora ho fatto 3 fermentazioni così e non ci sono stati problemi.